Giulio Regeni: la necessità della verità

In tempi di quarantena e di sfide difficilissime da affrontare, la lettura costituisce un’ottima arma per distrarsi e rigenerarsi, per viaggiare pur stando in casa e soprattutto per tenere aperti gli occhi su un mondo in continua evoluzione.

Fra i temi di più scottante attualità, è la vicenda di Giulio Regeni quella su cui vorremmo soffermarci. Sì, perché la storia di Giulio, dottorando di ricerca presso l’Università di Cambridge, trovato cadavere il 25 gennaio 2016 in una strada del Cairo, non può essere dimenticata. Lo chiedono a gran voce i genitori, Claudio e Paola Regeni, i quali, assieme al loro legale Alessandra Ballerini, hanno deciso di raccontare in un libro la vicenda del figlio affinché sia fatta piena luce e i colpevoli assicurati alla giustizia.

In Giulio fa cose, edito da Feltrinelli, i genitori raccontano di come non abbiano ancora ricevuto risposta né dall’Egitto, che, anzi, continua a depistare e sabotare le indagini, né dalla mondo della politica che per salvaguardare i rapporti economici con il paese africano ha chiuso più di un occhio sull’omicidio del ricercatore nato a Trieste e cresciuto a Fiumicello in Friuli Venezia Giulia.
Non ha risposto neppure l’Europa alla quale Giulio si sentiva legato. Egli, infatti, si considerava un cittadino europeo e non ha a caso aveva conseguito la laurea a Leeds e un master a Cambridge. E proprio per un dottorato, ancora a Cambridge, si era recato in Egitto con lo scopo di studiarne gli aspetti socio-economici e in particolare le tematiche sindacali. Ma Giulio è stato tradito dalle persone che dovevano accompagnarlo in questo importante percorso. Continua a leggere

Hard-boiled: cose da duri nell’America letteraria degli Anni ’30

Con questo nuovo post vi invitiamo a riscoprire un genere che ha fatto la storia dell’America letteraria degli anni Venti e Trenta, l’hard-boiled. Pur appartenendo alla detective fiction – come del resto anche la variante francese del noir – il genere hard-boiled si contraddistingue per una descrizione cruda del crimine.
Protagonisti del genere sono dei detective privati che anziché limitarsi a risolvere i casi loro assegnati, sono soliti affrontare il pericolo in prima persona, rimanendo coinvolti in scontri violenti e utilizzando metodi di azione del tutto simili a quelli dei delinquenti coi quali si confrontano. Loro compagna d’azione è la pistola, utilizzata sempre senza esitazione alcuna.

Fin dalle origini il genere hard-boiled fu pubblicato sulle riviste pulp, come Black Mask – rivista culto della narrativa mistery americana-, da qui il nome pulps dato alle successive edizioni brossurate dei romanzi ed anche il termine pulp fiction, associato a questa variante del giallo investigativo.

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Il grande carrello – Fabio Ciconte e Stefano Liberti

Vi siete mai chiesti chi decide cosa mangiamo?
A questa domanda rispondono i giornalisti Fabio Ciconte e Stefano Liberti con Il grande carrello e svelano i segreti della grande distribuzione e delle filiere agro-alimentari, con l’obiettivo di rendere i consumatori più informati e critici.

Il volume si apre con una breve storia dei supermercati. Tutto cominciò nel 1930:

Siamo nel quartiere del Queens, a New York. La Grande Depressione impazza, il popolo americano è piegato dalla crisi. Michael Cullen, figlio di due immigrati irlandesi, ha un’idea: aprire un negozio più grande di quelli esistenti, con un ampio spazio per il parcheggio, in cui è possibile acquistare merce in quantità a prezzi più bassi e soprattutto servendosi da soli. […] Affitta un garage in disuso e sperimenta il suo progetto. Lo riempie di scaffali su cui pone lattine e confezioni, con accanto i prezzi ben indicati, che i clienti possono prendere da soli e poi pagare alla cassa. […] Il successo è immediato: in migliaia si precipitano a vedere la novità, conquistati dalla possibilità di comprare a prezzi più bassi, girando tra soli tra gli scaffali, guardando e soppesando i prodotti. […] Nel 1936, quando morirà per una peritonite a 52 anni, ci saranno in tutti gli Stati Uniti 1200 supermercati.

In Italia bisognerà aspettare vent’anni per vedere esportato il modello e il primo “grande magazzino gastronomico” aprirà a Milano nel 1957. Oggi nel nostro paese il 70% degli acquisti alimentari viene compiuto in un negozio della grande distribuzione organizzata (GDO).

Ma da dove arriva il cibo che compriamo al supermercato? Chi ne decide il prezzo e la disposizione sugli scaffali? Chi paga davvero il costo delle offerte promozionali? Qual è l’impatto sulla qualità dei prodotti che mangiamo?

Nei supermercati la merce è sempre disposta con strategie precise. I beni di prima necessità (zucchero, sale… ) sono disposti in zone semi-nascoste, così da costringere il cliente a vagare per il supermercato nella speranza che si lasci tentare da prodotti non previsti. Gli snack dolci, invece, sono vicino alle casse, ad altezza bambino, pronti ad essere afferrati da manine rapaci a cui i genitori non sanno dire di no. Anche i suoni, i colori, il packaging hanno un ruolo importante: nulla è lasciato al caso. Continua a leggere

Fior fior di gialli su MLOL

Due autori francesi che conoscono il successo in età adulta, due opere premiate, due romanzi gialli. In comune la casa editrice e/o che li ha pubblicati e fatti scoprire ai lettori italiani, ma non solo.

Parliamo di Michel Bussi e Valérie Perrin.

Michel Bussi è un autore francese di origini normanne (1965). Geografo, insegna geografia elettorale all’Università di Rouen e al tempo stesso dirige un laboratorio del CNRS. Autore di un centinaio di pubblicazioni scientifiche ma anche di gialli cui fa da cornice il patrimonio regionale normanno. Deve il suo successo a Ninfee nere pubblicato da Presses de la Cité: molto apprezzato dai suoi lettori è il giallo francese più premiato del 2011, con ben cinque premi.
È ambientato a Giverny – paese in cui ha vissuto Claude Monet – dove una donna anziana, dall’alto del suo mulino, osserva e sorveglia il mondo sotto di lei: il quotidiano del villaggio, l’arrivo dei turisti, corpi che si muovono, la vita. Osserva due donne in particolare; una, dagli occhi color ninfea che sogna l’amore e la fuga; l’altra, undici anni, che ama da sempre la pittura. Entrambe si troveranno al centro di una tempesta.

Valérie Perrin è nata nel 1967 a Gueugnon, un piccolo comune francese nella regione della Borgogna. Fotografa di professione e sceneggiatrice ha collaborato con il regista Claude Lelouch (suo compagno) per la stesura di diverse sceneggiature. Ma l’amore per la scrittura e il desiderio di scrivere romanzi si fanno sentire e, tra una sceneggiatura e l’altra, in gran segreto, si dedica alla stesura di Les oubliés du dimanche, pubblicato nel 2015. Il successo arriva col secondo romanzo Cambiare l’acqua ai fiori particolarmente apprezzato da pubblico e critica e vincitore del premio Maison de la Presse (2018). Protagonista è Violette Toussaint, custode del cimitero di una piccola città della Borgogna. La gente di passaggio e i frequentatori abituali vanno nella sua casetta a confidarsi e riscaldarsi, la piccola squadra di becchini e il giovane prete formano invece la sua strana famiglia. Ma quali eventi hanno portato Violette in questo universo in cui tragico e comico si intrecciano? Continua a leggere