Le avventure di Nate the Great su MLOL

Marjorie Weinman Sharmat (1928 – 2019) è stata una prolifica scrittrice statunitense, autrice di 130 libri per bambini e ragazzi tradotti in diverse lingue, molti dei quali nominati libro dell’anno dalla Library of Congress e spesso selezionati dalla Literary Guild.
Nelle sue prime interviste raccontò che il suo sogno di bambina era quello di diventare scrittrice, detective o domatore di leoni. Non domò mai i leoni, ma già all’età di otto anni si mise d’impegno per realizzare suoi desideri: insieme ad un amico pubblicò The Snooper’s Gazette, un giornale di spionaggio, fatto di notizie raccolte ascoltando, di nascosto, le conversazioni degli adulti.
In seguito, Marjorie Weinman Sharmat fece della scrittura la sua professione e non ci sorprende, viste le premesse, che il più noto dei suoi personaggi sia proprio un detective, che, a partire dal 1972 – anno di pubblicazione del primo titolo – divenne il beniamino dei bambini fra i 4 e i 10 anni.

Ci riferiamo a Nate the Great, protagonista della serie omonima: un bambino detective, dallo sguardo concentrato, che indossa un trench giallo e un cappello in stile Sherlock Holmes, che adora i pancake e, con l’aiuto del suo cane Sludge, cattura sempre i colpevoli. Il dettaglio del cappello alla Sherlock Holmes fu un’idea dell’illustratore Marc Simont – vincitore della Caldecott Medal 1957 – che disegnò i primi 20 titoli della serie. Continua a leggere

World Digital Library: conoscere le culture del mondo attraverso la Rete

Con questo nuovo post la redazione di BiblioMediaBlog desidera presentare una banca dati della sezione OPEN di MLOL particolarmente interessante e coinvolgente: la World Digital Library, la biblioteca digitale internazionale realizzata dalla Biblioteca del Congresso di Washington in collaborazione con le principali istituzioni culturali mondiali e con il supporto dell’UNESCO. Essa offre al grande pubblico la possibilità di scoprire ed esplorare gratuitamente sul web numerosi contenuti culturali, manoscritti, mappe, giornali e riviste, stampe e fotografie, registrazioni musicali e filmati provenienti da archivi, biblioteche e musei di tutto il mondo (una lista delle istituzioni aderenti al progetto la potete trovare qui), garantendo così un’esperienza sensoriale di ampio respiro. Lanciata nell’aprile 2009, la banca dati è disponibile in sette lingue (arabo, cinese, inglese, francese, portoghese, russo e spagnolo) e si pone l’obiettivo di rafforzare lo scambio multiculturale nonché fornire a docenti e studenti materiale per costruire percorsi didattici di approfondimento.

Il sito è studiato per offrire diverse modalità di navigazione a partire da un’interfaccia amichevole e accattivante. L’utente può scegliere, infatti, di iniziare la sua esplorazione o utilizzando il box di ricerca per parola chiave oppure navigando il menù a tendina, il quale propone una ricerca per luoghi geografici, periodi storici, argomenti, tipologie di oggetti digitali, lingua, istituzione culturale. Si possono consultare, inoltre, mappe o linee del tempo interattive dedicate a particolari eventi storici o culturali (Chinese Books, Manuscripts, Maps and Prints, Illuminated Manuscripts from Europe, Imperial Russia, United States History, World History, World War I) oppure sfogliare gli oggetti digitali segnalati dalla biblioteca digitale stessa (Featured Items, Recently Added Items).

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I 150 anni della tavola di Mendeleev

Chiedete ad un chimico, o a chiunque abbia studiato la materia durante il liceo o all’università, chi fu l’inventore della tavola periodica. Quasi certamente la risposta sarà Mendeleev: in effetti fu proprio lo scienziato russo Dmitrij Ivanovic Mendeleev (1834-1907) a presentare per la prima volta, nel marzo del 1869, la Tavola periodica degli elementi, così come la conosciamo oggi.
Periodic table by Mendeleev, 1871

Ciò ovviamente non significa che non ci fossero stati tentativi precedenti di spiegare e sistematizzare il mondo della materia. I primi furono i Greci che già nel 400 A.C. avevano organizzato gli elementi terreni in quattro gruppi: aria, acqua, terra e fuoco. Continua a leggere

Esplorare il cinema

 

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È appena uscito un film che vi incuriosisce e non sapete in quale sala viene proiettato? State cercando delle recensioni per conoscere il giudizio della critica? Allora IMDb, Internet Movie Database, è il posto che fa per voi. Si tratta di una ricchissima banca dati, catalogata tra le risorse Open di MLOL, che permette di ricercare trailer dei film in uscita, le sale di proiezione, i nomi degli attori dei cast, film TV e perfino dati tecnici sulla produzione, senza dimenticare le classifiche del box office e i vincitori dei recenti Oscar. Continua a leggere

Un tunnel lungo due secoli

L’Euro Tunnel è il tunnel ferroviario che si trova sotto l’acqua del Canale della Manica e che collega la Gran Bretagna con la Francia continentale, è lungo circa 50 km di cui 39 si trovano a 40 metri sotto il livello del mare. Inaugurato il 6 maggio del 1994 e aperto al trasporto pubblico nel dicembre dello stesso anno, è considerato una delle più grandi imprese ingegneristiche del XX secolo.

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Diligenza nel tunnel sotto la Manica – A.M. Favier – Public Domain

Per secoli,  l’unico modo per attraversare il Canale della Manica era in barca o con la nave ma, a causa delle acque agitate o del tempo inclemente, la traversata non era cosa semplice. Non ci deve sorprendere, quindi, se già  nel 1802 si stessero cercando soluzioni alternative per l’attraversamento di quel tratto di mare.

Fu l’ingegnere minerario francese Albert Mathieu Favier a proporre, per primo, la realizzazione di un tunnel sotto l’acqua del Canale della Manica, che consentisse  l’attraversamento di quel tratto di mare alle carrozze trainate dai cavalli, ma il suo progetto, nonostante l’appoggio di Napoleone Bonaparte, fu respinto dagli inglesi, timorosi, giustamente, che l’intento fosse quello di invadere l’Inghilterra.

Studio del tunnel sotto marino di M. A. Thomé de Gamond – Gallica – Pubblico Dominio

Nel corso del XIX, l’idea venne ripresa e fu il francese Aimé Thomé de Gamond (1807-1876) a intraprendere le prime vere indagini geologiche e idrografiche per la realizzazione dell’opera, anche se dovette aspettare fino al 1875, quando il Parlamento inglese e quello francese autorizzarono la Channel Tunnel Company Ltd a perforare i primi pozzi su entrambi i lati del Canale. Continua a leggere