Autobiografie di campioni sportivi – seconda parte

Riprendiamo il nostro percorso sulle autobiografie di campioni sportivi partendo dagli atleti degli sport invernali.

Sono spesso i giochi olimpici a portare alla ribalta questi sportivi: è il caso di Armin Zöggeler, il solo atleta italiano ad aver vinto sei medaglie individuali consecutive – due ori, un argento e tre bronzi – ai Giochi olimpici, in una disciplina, lo slittino,  che ha regalato molti successi al medagliere italiano. Il titolo della sua autobiografia, Ghiaccio acciaio anima esprime un trittico che ben rappresenta questo atleta dalla lunghissima carriera, giunto ai massimi livelli mondiali. Scopriamo che fin da piccolo era in simbiosi con lo slittino: era infatti il mezzo per scendere dal maso in cui abitava fino a valle per andare a scuola. La confidenza con lo slittino fin da bambino certamente alimentò il talento precoce di Zöggeler, che vinse la sua prima gara internazionale a soli 11 anni.

Sempre per rimanere tra le montagne è da notare come i più prolifici nel raccontare le proprie gesta siano gli scalatori: il lungo isolamento dal resto del mondo durante le loro imprese forse favorisce pensieri e riflessioni da fissare in forma scritta.

Piz Badile - Cassin route
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Testimoniare l’invisibile: racconti di montagna

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A memoria d’uomo, oceani e montagne sono sempre esistiti, ma mentre i primi, sin dagli albori della civiltà, rappresentarono un forte richiamo verso l’ignoto e l’avventura, testimoniato anche da grandi opere dell’antichità come l’Odissea, le più alte vette coperte dai ghiacciai furono sempre considerate nemiche dell’uomo, spazi inospitali e spaventosi ma soprattutto inutili perché sterili, percorse tutt’al più da cercatori di gemme o cacciatori di camosci. Che narrazioni avrebbero potuto mai ispirare?  Continua a leggere