Le olimpiadi di Saamiya

Saamiya Yosuf Omar, classe 1991. Velocista.  Un nome che apparentemente non dice nulla. Eppure questa ragazzina con la passione per la corsa e che a soli diciassette anni è riuscita a qualificarsi alle Olimpiadi di Pechino del 2008 è divenuta un simbolo di riscatto per la martoriata Somalia e per le donne musulmane in tutto il mondo.

Di lei e della sua a storia si sono occupati i media a conclusione delle Olimpiadi di Londra nel 2012 e, soprattutto, se ne è occupato Giuseppe Catozzella che con Non dirmi che hai paura rende nota la sua vicenda in tutto il mondo. Vincitore del Premio Strega Giovani 2014, il romanzo ricostruisce la vita della ragazzina dall’infanzia alle prime affermazioni nelle gare dilettantistiche, fino alla qualificazione alle Olimpiadi di Pechino alle quali arriva ultima. L’appuntamento con la vittoria è, quindi, rimandato a Londra 2012. Tutto, però, si fa all’improvviso più difficile quando gli integralisti islamici prendono il potere e Saamiya è costretta a correre di nascosto e imprigionata dentro un burqa. Non c’è più posto per lei in Somalia. Il suo futuro è altrove. Non può pensare, infatti, di vincere a Londra rimanendo sottomessa alla violenza delle milizie islamiche. Decide, quindi, di partire e, sola, intraprende il massacrante viaggio di ottomila chilometri che la porterà dall’Etiopia al Sudan e, attraverso il Sahara, alla Libia e quindi, via mare, in Italia. In Italia, però, Saamiya non arriverà mai. Il suo sogno di vittoria svanisce tragicamente con lei durante la traversata nel Mediterraneo. Continua a leggere

Speranze tra le onde: storie di immigrazione

Il tema per questo nuovo appuntamento si è fatto largo con forza irresistibile dalla triste cronaca degli ultimi giorni imponendosi sull’onda di emozioni e di reazioni contrastanti.
A modo nostro, con i nostri strumenti, vogliamo partecipare al grande dibattito pubblico proponendo un sguardo ravvicinato sulle recenti dinamiche migratorie dirette in Europa e più in particolare in Italia. Problema, opportunità, sovente autentica tragedia.
Quello che sui canali dell’informazione quotidiana può apparire come un turbinio confuso di immagini terribili, commenti gridati, previsioni fosche, anatemi, nelle pagine di un libro viene ordinato e articolato in un ragionamento o in una storia che possono aiutarci a comprenderne meglio la straordinaria complessità.

Il Mediterraneo con la sua duplice natura di barriera e di ponte sarà il comune denominatore delle nostre proposte.

lampedusaEDGT34834Cominciamo con il coraggioso giornalista Fabrizio Gatti che per documentare il lungo tragitto dall’Africa subsahariana alle piantagioni di pomodori in Puglia si trasforma in Bilal, migrante tra i migranti, mentite spoglie che gli permettono di immergersi senza filtri nello spietato mondo del traffico di esseri umani. Un reportage del 2007 ancora incredibilmente attuale. Continua a leggere

Russell Banks – La deriva dei continenti

banksQuando, nell’ottobre 2013, un barcone con centinaia di migranti naufragò al largo di Lampedusa e quasi 350, fra cui molti bambini, restarono uccisi, si sapeva esattamente cosa era successo. Si conoscevano i particolari di quell’imbarco, le trattative con gli scafisti, le promesse; si sapevano tutti i dettagli di quell’annegamento, si sapeva del cinismo di chi aveva organizzato il viaggio, dell’orrore nel momento in cui l’imbarcazione veniva travolta dall’acqua, del senso inesorabile dell’orrenda fine che chi era su quella barca stava vivendo. Ogni nuova notizia, ogni nuovo particolare che si aggiungeva a quella vicenda tremenda, non era una novità. Si sarebbero potuti dire i nomi delle vittime, tanto si conosceva bene la loro storia.

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